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Parco Gambrinus

Radici antiche e nuove espressioni nella contemporaneità

Già nel 1847 accoglievamo, all’ombra di grandi querce, i signori veneziani e i viaggiatori di passaggio sulla direttrice che collegava l’antico feudo di Aquileia alla romana Opitergium, ora Oderzo e il Pan moro era rinomato per il suo delizioso profumo. Da allora, la cucina è stata protagonista del nostro quotidiano e in essa abbiamo dato forma alla ricchezza della natura che ci circonda. I nostri trisavoli, infatti, conoscevano il valore del cucinare con amore gli ingredienti del luogo, rispettando le cadenze delle stagioni, in stretto legame con le acque sorgive del fiume Lia e della campagna circostante. Oggi continuiamo a proiettarci verso i medesimi fondamenti etici e spirituali, considerando il territorio quale risorsa impareggiabile da cui attingere per una dieta evoluta e dinamica che si traduca in coscienza. Aprendoci alla contaminazione tra cultura e creatività, con la consapevolezza che le buone scelte alimentari sono alla base di una vita piena ed equilibrata e che la persona è un’unica relazione tra corpo, mente e spirito, abbiamo riconvertito il sessanta per cento delle ricette storiche e ci siamo posti, con particolare sensibilità, l’obiettivo di una dieta alimentare migliorativa e soprattutto autentica.

Crediamo in una cucina che sia contemplazione per gli occhi, massimo piacere al palato, suggestione di suoni e profumi e che consenta ad allergici o intolleranti e a vegetariani e vegani, di sentirsi a casa, anche nell’enfasi che sappiamo riservare ai grandi eventi.

Apertura: da venerdì a domenica a pranzo trovate il ristorante aperto, anche se la cucina non chiude mai. Potete pertanto riservare il vostro tavolo per un numero contenuto di persone o per una cena aziendale semplicemente chiamando il Parco Gambrinus.